Marotta (prov. PU; ab. 15.000 circa) si estende sul litorale Adriatico, tra i fiumi Cesano e Metauro. È divisa in tre frazioni, una appartiene al Comune di Fano, una a quello di Mondolfo e una piccola parte a quello di San Costanzo. Ha due parrocchie: S. Giovanni facente parte della Diocesi di Fano e S. Giuseppe appartenente alla Diocesi di Senigallia.
Il nome, secondo alcuni storici, deriva dalla sconfitta (mala-rupta o Mauri rupta) subita dai cartaginesi di Asdrubale le 207 a.C. ad opera delle legioni romane.
Il confine che divide i due comuni e le due diocesi, è stato posto da Paolo III nel 1544. La pietra confinaria con un’iscrizione latina su un lato, è tuttora esistente.
Marotta ha avuto ospiti da sempre, anche Vittorio Emanuele II Re d’Italia la scoprì come territorio di caccia e di piacevole svago.
È dal 1910 che i giornali nazionali si interessano di Marotta: "località balneare di buona spiaggia".
Oggi Marotta continua ad essere una località turistica molto rinomata, con le sue moderne strutture ricettive è tra le più interessanti della costa adriatica. Oltre la pesca, settore molto importante, è ricca di altre attività commerciali e produttive.
Dal 1939 i marottesi chiedono di essere uniti sotto una unica amministrazione. Deve essere risolta la situazione paradossale di un paese diviso in due comuni: una strada divide Marotta di Fano da quella di Mondolfo. La popolazione è costretta a ricorrere a tre diverse amministrazioni per il disbrigo delle pratiche, per il pagamento delle tasse che naturalmente differenziano da Comune a Comune. Ancora oggi il confine che divide la cittadina è fonte di grande disagio. Per questa inspiegabile e curiosa situazione Marotta viene chiamata "La Berlino dell’Adriatico".